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MUTUO O AFFITTO?, IL 2018 POTREBBE ESSERE UN ANNO FORTUNATO!

È ormai risaputo che il  Presidente della Banca Centrale d’Europa (abbreviata BCE o ECB, European Central Bank)  ed ex Governatore della Banca d’Italia,  Mario DRAGHI , è un forte sostenitore del “Quantitative Easing”, più semplicemente QE, ovvero il  metodo grazie al quale una banca centrale crea moneta e la inietta nel sistema economico finanziario attraverso operazioni di mercato al fine di  sostenere l’economia e rafforzando i mercati e anche la richiesta di prestiti e Mutui.

Grazie a ciò l’Italia nel 2017 ha visto crescere esponenzialmente le richieste di #MUTUI a tasso fisso rispetto al mutuo a tasso variabile e al mutuo a tasso variabile con Cap, infatti il mutuo a tasso fisso è superiore al 75% delle richieste registrate nell’ultimo trimestre dell’anno appena concluso. Questo perché viene garantita la sicurezza della rata costante e di conseguenza alleggerirà le future rate mensili con i lungi piano di ammortamento.

Il trend è in costante crescita infatti nel periodo di riferimento è stato registrato il valore più alto dell’importo medio richiesto: oltre 128.000 euro. Il 37,5% dei clienti ha domandato tra i 50 a 100.000 euro, però il 32,2% ha richiesto importi molto più alti, dai 100 ai 140.000 euro.

I dati analizzati dicono anche che le negli ultimi tre anni hanno somministrato finanziamenti per all’acquisto della casa di proprietà con importi compresi tra i 50 e i 100.000 euro, e dai 100.000 ai 150.000 euro (il 33,2% del campione rilevato).

Leggendo i dati in profondità, emerge che in fase di decisione e prima della stipula del mutuo i richiedenti valutano positivamente i tassi d’interesse favorevoli preferendo di gran lunga (il 24,6% per l’esattezza) opta per i piani di ammortamento molto lunghi, che generalmente vanno dai 30 ai 40 anni.

Dalla ricerca emerge che le maggiori richieste di mutuo arrivano dal nord ITALIA, il 46,3% del totale delle erogazioni effettuate dalle banche nel 2017, altro dato interessante rilevato, che il reddito medio dei richiedenti oscilla tra 1.500 ai 2.000 euro mensili. Un altro dato non meno interessante riguarda il calo di interesse verso le surroghe, quelle operazioni che consistono nel sostituire un vecchio mutuo, contratto a condizioni peggiori, con un mutuo nuovo.

Le quotazioni del mercato immobiliare sono diventate un fenomeno nella realtà europea, perché le sue quotazioni sono ancora molto basse, quindi è auspicabile che il 2018 possa essere l’anno “Fortunato” per coloro che sono ancora indecisi se acquistare casa o pagare a vuoto un affitto.

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